Spesso viene chiesto se valga la pena agire giudizialmente per recuperare crediti di modesto valore.
Giusto per avere un riferimento definiamo piccolo credito quello che, compreso di interessi, non supera euro 2.500,00.
Precisiamo altresì che per ottenere un decreto di ingiunzione di pagamento esecutivo per un credito di euro 1.100,00 devono esser versati euro 377,79 per diritti di cancelleria, imposte e tasse con varia denominazione, ai quali vanno aggiunte le ulteriori spese vive del professionista legale per fascicolazione, redazione atto e corrispondenza (euro 50,00 circa) e ciò senza che al legale sia stato versato un solo euro di compenso.
Se poi consideriamo che, una volta ottenuto il titolo esecutivo, esso deve essere azionato con richiesta di pignoramento ed atti successivi, appare evidente che il recupero del piccolo e del piccolissimo credito non sia conveniente.
Di contro la massa dei piccoli crediti ha evidenti incidenze sul bilancio aziendale producendo l'effetto di un "attivo virtuale" sul quale vengono computate le imposte.
E' noto che nel recupero del credito la velocità è tutto. La percentuale di successo è direttamente proporzionale alla celerità dell'azione di recupero.
In tale contesto il trattamento esclusivamente digitale dei dati necessari alla trattazione della pratica è pregiudiziale. Un'azienda dispone di propri sistemi informatici che producono carta. Per qualche strana ragione si è convinti che all'avvocato si debba inviare carta e non, invece, il dato telematico nel quale sono contenuti gli estremi del debitore e quelli delle fatture insolute.
Il flusso di lavoro e le comunicazioni cliente-avvocato possono anche essere automatizzati (senza necessità per il cliente di modificare il proprio sistema informatico) in modo da ridurre il tempo ed i costi di impiego del personale interno all'azienda ed allo studio legale.
Se a ciò aggiungiamo la possibilità di promuovere azioni giudiziarie finalizzate alla definizione rapida – anche mediante transazioni individuali – delle singole pratiche, beneficiando il professionista di un compenso aggiuntivo per il caso di successo dell'azione, i costi fissi delle singole pratiche possono essere ridotti a cifre più che accettabili, preventivamente conoscibili, in modo da rendere economica anche l'azione di recupero del piccolo credito e di consentire, per il caso di esito infruttuoso il passaggio a perdita del credito stesso con conseguente vantaggio fiscale.